Ricucire il tempo
Nel 2023 curo la nuova edizione di Bestiario Immaginato con Damatrà e Invasioni Creative: laboratori, spettacoli e incontri di comunità sull'opera di Maria Lai in Friuli, a Roma, a Parigi e a Pola ...
🧵Un filo da seguire
Dopo due edizioni precedenti, “Il congresso dei bambini” (2020) e “Pecore matte” (2021), Damatrà - piccola e coraggiosa cooperativa sociale con sede in Friuli - vuole continuare a costruire insieme all’interno del format Bestiario Immaginato.
La formula è sempre la stessa: laboratori di narrazione con le nuove generazioni, incontri di comunità, spettacoli di teatro multimediale e partecipativo, giornate di confronto in diversi contesti scolastici, per esempio a Roma con le Classi dell’Istituto Comprensivo Claudio Abbado - Scuola Giovanni XXIII e con gli studenti in Drammaturgia multimediale dell’Accademia di Belle Arti, a Parigi con le mediatrici artistiche dell’Art Source e a Pola con la Biblioteca civica.
In questa nuova edizione (2022-2023), sostenuta dalla Regione Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con diversi enti come la Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai (Nuoro) e diverse amministrazioni comunali, decidiamo di dedicare spazio all’opera di Maria Lai.
Questo vuol dire dedicare un tempo allo studio, alla ricerca delle sue parole e del suo percorso artistico, alla diffusione della sua poetica. Un pretesto interessante perché offre la possibilità di avvicinarsi a uno sguardo, a un modo di fare, a una pratica vocazionale che, in questo caso, Maria Lai ha delineato con chiarezza attorno all’idea di arte relazionale.
✨ “Ero analfabeta, ma piena di favole”
In tutta la sua vita Maria Lai ha creato opere d’arte usando filo e stoffa, ma ha anche utilizzato il linguaggio teatrale creando negli anni Ottanta una performance di comunità con il suo paese: “Legarsi alla montagna”. Per tre giorni le persone di Ulassai si unirono preparando e facendo passare casa per casa un enorme filo di stoffa celeste (quasi trenta chilometri). La performance da lei immaginata voleva essere un tributo a una fiaba popolare e un modo per coinvolgere la sua comunità in un’azione artistica (grazie a questo invito al “fare insieme” emersero i diversi conflitti non risolti e le alleanze del paese). In tal modo tracciò la strada verso una pratica d’arte relazionale fondata sull’incontro.
A noi, però, serviva trovare ulteriori agganci con Bestiario Immaginato: al centro di questo format lavoriamo alla creazione di immaginari animaleschi legati alle nuove generazioni. Così, a furia di ricercare, troviamo tre “fiabe cucite” di Maria Lai che potevano essere la base di una libera ispirazione per i nostri eventi conclusivi. I titoli erano “Un Dio distratto”, “Curiosape” e “Il campanellino d’argento”.
Abbiamo fatto qualcosa di semplice: raccontare ai più Piccoli queste tre storie e chiedere di ri-raccontare con le loro parole. Insieme a questo abbiamo preso alcuni frammenti dei suoi diari e li abbiamo fatti ri-dire ai Piccoli Protagonisti. Così abbiamo costruito una storia collettiva come Invasioni Creative a partire dalle voci dei partecipanti e dalla creazione di “bestie di stoffa” realizzate con Damatrà.
🗺️ “Unire luoghi e intenzioni”
Abbiamo seguito il consiglio di Maria Lai: “unire luoghi e intenzioni”. E così, abbiamo ricucito il tempo dopo un periodo pandemico dove le relazioni si erano spezzate a causa della “distanza sociale” imposta per la protezione sanitaria contro il Covid.
Ho imparato molte cose anche in questo percorso, fare domande ai Piccoli può generare risposte impreviste: tu sei stato un bambino che giocavi? Come nascevano i tuoi giochi? Come nasce una poesia?
Abbiamo trovato “tesori nascosti” che hanno bisogno di tempo per essere scoperti, lo sguardo d’infanzia non è un giardino incantato e illusorio. È contatto diretto con la realtà più magmatica e può toccare tutti noi.
Prima di lasciarti all’ascolto e alla visione di qualche pezzo della nostra storia collettiva presentata durante gli eventi finali ecco un frammento dai diari di Maria Lai che più mi stanno a cuore:
L’uomo ha perso il paradiso terrestre perché non era stato bambino, non aveva giocato abbastanza. Noi siamo gli eredi di chi ha perso il paradiso terrestre. Abbiamo sempre bisogno di giocare, perché solo giocando lo riconquistiamo. Io sono una bambina che gioca. Ogni bambino inventa di essere un altro perché la vita non gli basta. E allora nascono le storie.




Questo è l’inizio dello spettacolo in cuffia mentre attorno erano state esposte le “bestie cucite” dai Piccoli incontrati e una video-installazione. Le immagini fanno vedere due luoghi: il MAN - Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli (UD) e Casa Damatrà a Villalta di Fagagna (UD):
Qui invece l’ultima parte della storia che abbiamo presentato:
🌱 Hai scoperto questa nuova pagina del diario? Raccontami com’è andata con una risposta via mail (anche brevissima) o metti un Like (per dire che ti è piaciuto questo racconto), Comment (per scrivere tu un pensiero o qualcosa che pensi sia collegato a quello che hai letto) , Share (per condividere il link a qualche persona vicina a te via mail, via Facebook, Instagram, WhatsApp o Twitter). Avere un tuo riscontro sarà prezioso per me 😊
📜 Ti metto un po’ di crediti: “Bestiario Immaginato 9^ edizione - Ricucire il tempo” produzione Damatrà onlus / direzione artistica Andrea Ciommiento / editing materiali multimediali David Benvenuto / assistenza organizzativa Benedetta Giacomello / sviluppo grafico catalogo e scenografie Virginia Di Lazzaro / coordinamento focus Parigi Margherita Piantini in collaborazione con Invasioni Creative, In\Visible Cities Festival 2023, MAN Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli (UD), Fondazione Stazione dell’Arte di Ulassai (NU), Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo (GO), Art Source di Parigi, IC Claudio Abbado (Scuola Giovanni XXIII) di Roma, Biblioteca Civica di Pola con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e delle amministrazioni locali di Remanzacco, Tavagnacco, Fagagna, Pagnacco, Colloredo di Monte Albano (UD)
✍️ Se ti va scrivimi pure: precisestorie@andreaciommiento.it





